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Sifilide (Lue)                           

Causata da un batterio, il Treponema pallidum, spirochete della lunghezza di 6-15 micron. Si tratta di batteri spiraliformi, lunghi bastoncini incurvati a forma elicoidale molto mobili e flessibili.       

 Treponema pallidum

Evolve in tre fasi:

SIFILIDE PRIMARIA 
Periodo di incubazione 2/6 settimane. Compare in sede genitale (nell'uomo nel solco balano-prepuziale o sul prepuzio; nelle femmine
sulle grandi labbra o piccole labbra e nel fornice ) il "sifiloma", cioè un nodulo eroso in superficie nella sua parte centrale e che guarisce spontaneamente. Nelle vicinanze si sviluppa un gonfiore alle ghiandole linfatiche, mentre il sifiloma cicatrizza lentamente in circa un mese.

SIFILIDE SECONDARIA
Quando il sifiloma è cicatrizzato, si sviluppa il secondo stadio della malattia con febbre, eruzione cutanea generalizzata (sifilodermi eritematosi - rosolea), infiammazione alla gola e gonfiore alle ghiandole linfatiche in tutto il corpo. In rari casi l'infiammazione provoca meningite
Segue una fase di latenza clinica che in un terzo dei casi determina la guarigione spontanea, dimostrata dalla negativizzazione di quei test seriologici che si erano positivizzati durante la prima fase, in un terzo dei casi rimane asintomatica anche se non si verifica tale negativizzazione, ad indicare che il " Treponema pallidum" è sempre presente nell'organismo. Nel rimanente terzo dei casi si manifestano le lesioni cliniche della lue terziaria, oggi per fortuna estremamente rare grazie alla terapia antibiotica.

SIFILIDE TERZIARIA
In assenza di cure, dopo alcuni mesi, o anche anni (fino a 25) dalle manifestazioni della sifilide secondaria, appare la lesione sifilitica terziaria. Le lesioni terziarie attaccano le valvole cardiache e indeboliscono le pareti dei vasi sanguigni principali.
L'infezione attacca anche il cervello e il midollo spinale causando alienazione mentale con paralisi generalizzata o perdita della coordinazione muscolare. In effetti però la sifilide terziaria può colpire tutti gli organi ed apparati e quindi causare un quadro clinico polimorfo

Terapia

Nella sifilide recente la terapia antibiotica è quella oggi elettiva e l'antibiotico di prima scelta è la benzilpenicillina. Il trattamento porta ad una guarigione completa ed alla negativizzazione dei test sierologici. 
E' bene comunque dopo la cura effettuare costanti controlli fino alla certezza che l'infezione sia veramente eliminata. Se necessario si replica il trattamento.
Nella sifilide latente lo schema del trattamento è identico. In caso di recidive, la prognosi è più severa e la terapia va ripetuta con dosi più elevate e per un periodo più lungo. La terapia della sifilide tardiva dà risultati meno soddisfacenti. 
Purtroppo la penicillina è in grado solamente di eliminare l'infezione, non i danni che si possono essere gia verificati nelle valvole cardiache, nei nervi e in tutti gli altri organi.

Circa un terzo delle persone che hanno rapporti con soggetti che hanno manifestazioni contagiose in atto (sifilide primaria, secondaria e latente iniziale), possono essere infettati.
Prevenzione significa affrontare le relazioni sessuali con responsabilità: limitare il numero di partners, utilizzare profilattici e, se si ritiene di essere infettati, evitare contatti sessuali fino alla completa guarigione.