Litotrissia extracorporea ad onde
d'urto (ESWL)
Questa terapia ha sostituito in grande misura la chirurgia della
calcolosi a cielo aperto. Circa il 90% dei pazienti affetto da
calcolosi vengono sottoposti a litotrissia.
Grazie
all'onda d'urto il calcolo viene frantumato fino a formare frammenti
delle dimensioni inferiori a 2 mm. La "sabbia" che ne deriva viene
di regola eliminata senza disturbi attraverso le vie urinarie. A
distanza di 3 mesi da un trattamento di litotrissia circa l'80% dei
pazienti sono liberi da calcoli. Le complicanze di questo
trattamento sono rare: urine ematiche (la più frequente), coliche,
ematoma renale e ostruzione delle vie urinarie. Provvedimenti
ancillari alla litotrissia, quali posizionamento di catetere
nell'uretere o nel rene, si rendono necessari solo nel 30% dei casi.
Complicazioni gravi sono assai rare. La litotrissia è indicata per
qualsiasi localizzazione del calcolo all'interno delle vie urinarie
e viene effettuata con potenti analgesici e sedativi o con anestesia
spinale a seconda del tipo del calcolo e della macchina per la
frammentazione e della soglia del dolore di ciascun paziente. La
litotrissia è controindicata nei seguenti casi: infezione renale
purulenta, disturbi della coagulazione e gravidanza.
Calcolosi urinaria e litotrissia extracorporea (E.S.W.L.)
La
calcolosi renale ed ureterale costituisce una patologia molto frequente
in Europa, nel Nord America ed in genere nei paesi economicamente più
sviluppati.
Il
sesso maschile è più frequentemente colpito ed è stata dimostrata una
correlazione con l’alto consumo di proteine associata ad una riduzione
degli inibitori della cristallizzazione.
L’origine dei calcoli è sempre nei calici renali,quindi si assiste alla
migrazione, quando possibile, attraverso tutta la via urinaria sino
all’esterno.
La
causa della calcolosi urinaria può risiedere in malattie di organo quali
malformazioni congenite o acquisite della via urinaria e malattie più
generali (o d’organismo): patologie genetiche,endocrine,metaboliche che
andranno successivamente analizzate al fine di evitare le recidive
calcolotiche.
La
malattia si evidenzia con uno o più episodi di colica
renale,accompagnati da nausea,vomito ed ematuria. A volte, però, può
essere presente esclusivamente una lombalgia, magari incostante ed
interpretata come artrosi del rachide.
I
calcoli fissi sono caratterizzati dall’assenza totale di sintomi e sono
diagnosticati in modo causale in seguito ad accertamenti eseguiti per
altri motivi.
La
calcolosi urinaria si manifesta con modalità cliniche molto
diversificate:si può assistere,infatti,alla presenza di un piccolo
calcolo caliciale di pochi millimetri,alla calcolosi a stampo
pielo-caliciale, alla calcolosi dell’uretere con ostruzione secondaria e
ritardo funzionale del rene, più o meno grave.
Anche
la diversa composizione chimica è un elemento di distinzione per i vari
tipi di calcolo.Si distinguono,così,i calcoli radio-opachi a prevalente
composizione di calcio e quelli radio-trasparenti costituiti da acido
urico o urato di sodio. La sede,il volume,la forma e la composizione
chimica del calcolo associati alla eventuale presenza di infezione ed
alle condizioni generali del paziente rappresentano gli elementi
necessari per una corretta valutazione del quadro clinico in modo tale
da impostare un adeguato trattamento sia diagnostico che terapeutico.La
diagnosi si avvale della ecografia dell’apparato urinario e della
radiografia dell’addome senza mezzo di contrasto.La T.C. spirale e/o la
urografia si rendono indispensabili per la programmazione di terapie
complesse, mentre l’ureteropielografia ascendente è di impiego in casi
selezionati.
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