L'antigene prostatico specifico (PSA) è una
proteina che in condizioni normali viene secreta nel lume dei dotti
prostatici, la cui funzione primaria è quella di determinare la
liquefazione dello sperma al momento dell'eiaculazione. Attualmente, è
il miglior marcatore biologico per il cancro della prostata che abbiamo
a disposizione nella pratica clinica. Ciononostante non è perfetto, in
quanto è specifico d'organo e non della malattia; non è in grado,
quindi, di distinguere con sicurezza una malattia della prostata di tipo
benigno da una di tipo maligno (ad esempio anche una infiammazione della
prostata acuta può provoca un marcato aumento del PSA nel sangue)
Il PSA è quindi
un esame del sangue che serve
per escludere la presenza di un cancro della
prostata
CONSIGLI PRATICI PER UN DOSAGGIO CORRETTO DEL
PSA:
Non occorre che il paziente sia digiuno al momento
del prelievo, mentre sarebbe opportuno astenersi dall'attività sessuale
nelle 24 ore precedenti all'esame, in quanto i rapporti sessuali possono
modificare i valori del PSA.
In caso di PSA eseguito durante trattamento con
finasteride (Finastid, Proscar, Prostide) il risultato deve essere
moltiplicato per due per essere confrontato con i valori di normalità
(Esempio: 4 ng/ml in trattamento con finasteride corrispondono ad un
valore di 8 ng/ml e come tale da considerare patologico)
QUALI SONO I VALORI NORMALI DEL PSA ?
valori fino a 4 ng/ml sono normali
valori superiori a 10 ng/ml sono francamente
patologici
valori compresi fra 4 e 10 ng/ml devono essere
valutati insieme ad un altro parametro (la frazione libera e totale del
PSA o rapporto libero/totate) non sempre eseguita di routine da tutti i
laboratori.
Il PSA può essere falsamente elevato in presenza
di prostatite acuta e di
ritenzione urinaria. Per quanto
riguarda le metodiche diagnostiche, la
biopsia
prostatica può causare incrementi anche rilevanti (fino a
50 volte) del PSA. Dopo la biopsia i valori di PSA tornano ai livelli
pre-biopsia lentamente (anche 30-60 giorni). È pertanto raccomandabile
eseguire sempre una determinazione basale di PSA prima della biopsia.
Quando si vogliono valutare le variazioni del PSA indotte da un
eventuale trattamento, sia nel caso del cancro sia dell'ipertrofia
prostatica benigna, è necessario conoscere il valore basale
dell'antigene. In questo caso, ogni variazione quantitativa del PSA
indotta dall'esplorazione rettale può compromettere una corretta
valutazione delle variazioni successive dell'antigene. Quindi, quando è
possibile, è raccomandabile eseguire il prelievo per il PSA prima della
esplorazione rettale o almeno 7 giorni dopo la manovra.
Per quanto riguarda altre manovre, l'uso del
catetere a dimora può causare un incremento del valore ematico del PSA,
mentre l'effetto dell'ecografia transrettale è stato valutato solo
aneddoticamente e non è possibile per ora stabilirne l'esatta influenza
sui valori plasmatici dell'antigene. Dal punto di vista operativo, va
comunque considerata buona norma, ove possibile, eseguire il dosaggio
del PSA prima di ogni manovra diagnostica.
Fra le altre cause di variazione dei livelli
circolanti di PSA, va riportata anche l'eiaculazione. Anche se i
rapporti fra eiaculazione e livelli ematici di PSA sono controversi,
esistendo un nesso biologico per una possibile interferenza
dell'attività sessuale sui livelli ematici dell'antigene, è
consigliabile suggerire ai pazienti di eseguire la determinazione del
PSA ad almeno 24 ore di distanza da ogni attività sessuale.
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Rischio di tumore
prostatico in relazione al livello di PSA |
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PSA<=4,0 ng/ml |
5% |
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PSA compreso tra 4,1 ng/ml
9,9 ng/ml |
25% |
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PSA >=10 ng/ml |
55% |